Linea cortesia a marchio per hotel e strutture ricettive: come costruirla
La linea cortesia è uno dei pochissimi oggetti che un ospite tocca, usa e porta a casa. Non è un costo di gestione come la biancheria: è l’unico elemento della camera che continua a esistere dopo il check out.
Eppure nella maggior parte delle strutture porta il marchio di qualcun altro, o nessun marchio. È un’occasione persa che costa poco recuperare.
Perché conviene metterci il proprio nome
Un ospite soddisfatto ricorda la struttura, ma difficilmente ricorda il nome del gel doccia trovato in bagno. Se su quel flacone c’è il nome della struttura, i due ricordi diventano lo stesso.
C’è poi un effetto sul posizionamento percepito che si nota subito. Un flacone anonimo comunica fornitura, un flacone con il tuo marchio comunica cura. È la stessa differenza che passa tra un caffè servito nella tazzina della struttura e uno servito in un bicchiere di plastica.
Il terzo motivo è commerciale e viene sfruttato di rado: i prodotti della linea cortesia si possono vendere. Un ospite a cui piace la crema corpo trovata in camera la compra alla reception, e quella è una marginalità che oggi non esiste.
Quali referenze funzionano in una struttura ricettiva
Va detto subito che cosa la cosmetica di catalogo può offrire, perché evita di costruire aspettative sbagliate.
Le referenze che si prestano bene sono:
- gel doccia, disponibili in più profumazioni
- shampoo nutriente e balsamo maschera per la detersione dei capelli
- creme mani, la referenza che l’ospite usa più spesso e nota di più
- creme e latti corpo per la dotazione delle camere di categoria superiore
- oli multifunzione per viso, corpo e capelli, che coprono più esigenze con una referenza sola
- formati ridotti delle referenze viso, adatti alla cortesia o alla vendita alla reception
L’olio multifunzione merita una nota, perché risolve bene un problema tipico dell’ospitalità: coprire più esigenze senza moltiplicare le referenze in dotazione. Un prodotto solo che vale per pelle, capelli e mani riduce lo spazio occupato e il numero di articoli da riassortire.
Una linea corpo copre la maggior parte della dotazione, e i formati ridotti seguono la logica dei campioncini personalizzati.
Che cosa non rientra nella cosmetica di catalogo
Due cose che spesso vengono cercate e che non fanno parte della gamma personalizzabile: le monodose in bustina termosaldata e i dispenser da parete ricaricabili.
Sono formati con una filiera produttiva diversa da quella della cosmetica di catalogo, e non si ottengono personalizzando un’etichetta. Vale la pena saperlo prima di impostare un progetto attorno a quel formato.
Restano fuori anche gli accessori di cortesia non cosmetici, come cuffie, kit da denti e set da cucito, che appartengono a una categoria merceologica diversa.
Come cambia la scelta in base alla struttura
Il formato giusto dipende da quanto l’ospite si ferma e da che tipo di soggiorno fa.
Su soggiorni brevi in strutture urbane conta la praticità: detergenza essenziale, formati piccoli, poca dispersione. Su soggiorni lunghi o in strutture di destinazione conta l’esperienza, e la dotazione può articolarsi con crema corpo e prodotti viso.
Nelle strutture con un forte legame territoriale la linea cortesia diventa uno strumento di racconto. Un flacone con il tuo marchio e una profumazione coerente con il luogo comunica più di una brochure lasciata sul comodino.
Chi risponde del prodotto
Anche i prodotti forniti in cortesia sono cosmetici a tutti gli effetti, e ricadono nel Regolamento (CE) n. 1223/2009 come qualsiasi altro.
Serve quindi un soggetto responsabile identificato in etichetta, un dossier di sicurezza per ogni referenza e la notifica al portale europeo. Il fatto che il prodotto sia offerto e non venduto non cambia nulla: la messa a disposizione dell’ospite è immissione sul mercato.
Puoi lasciare il ruolo al fornitore, con un contributo di €15,57 + IVA per referenza, oppure assumerlo tu con la tua ragione sociale in etichetta, a €90,00 + IVA per prodotto. La seconda strada ti rende soggetto responsabile, con gli obblighi documentali che comporta.
Se decidi di vendere i prodotti alla reception, si aggiunge il profilo commerciale: la vendita al dettaglio è un’attività distinta dall’ospitalità e richiede il codice ATECO del commercio al dettaglio.
Quanto costa partire
Il primo ordine richiede almeno 5 tipologie di prodotto diverse, con un minimo di 3 pezzi per referenza e nessun minimo d’ordine in valore economico. Dal secondo ordine il vincolo delle cinque tipologie non si applica.
Per una struttura ricettiva questo significa che si può testare la dotazione su poche camere prima di impegnarsi su volumi da stagione. Sul secondo ordine il conto migliora, perché la registrazione delle referenze già notificate non si ripaga: ed è dal secondo ordine che si vede quanto rende la linea.
Il primo ordine viene evaso in 7 giorni dall’arrivo del pagamento e dall’approvazione delle bozze, i riordini in 7 giorni dall’arrivo del pagamento. Per una struttura stagionale conviene raddoppiare il margine sulle tempistiche ordinarie.
Vuoi vedere le referenze adatte alla cortesia e le condizioni riservate agli operatori? Richiedi l’accesso al catalogo.
Domande frequenti sulla linea cortesia a marchio
Gel doccia, shampoo e balsamo, creme mani e corpo, oli multifunzione e i formati ridotti delle referenze viso. La personalizzazione riguarda l’etichetta e l’eventuale confezione esterna, mentre la formula resta quella già testata della referenza di catalogo.
Non nella cosmetica di catalogo. Le monodose termosaldate e i dispenser ricaricabili appartengono a una filiera produttiva diversa e non si ottengono personalizzando un’etichetta. La gamma personalizzabile comprende formati in flacone, tubo e vasetto.
Sì. Anche se offerti e non venduti, sono cosmetici che ricadono nel Regolamento (CE) n. 1223/2009: la messa a disposizione dell’ospite è immissione sul mercato. Servono quindi un soggetto responsabile identificato in etichetta, il dossier di sicurezza e la notifica al portale europeo.
Sì, ed è una marginalità che molte strutture non sfruttano. La vendita al dettaglio è però un’attività distinta dall’ospitalità e richiede il codice di attività corretto in visura, oltre agli adempimenti previsti per il commercio.
Almeno 5 tipologie diverse al primo ordine, con un minimo di 3 pezzi per referenza e nessun minimo in valore economico. Dal secondo ordine si può riordinare anche un solo prodotto, il che permette di testare la dotazione su poche camere prima di impegnarsi su volumi da stagione.
Nelle strutture ricettive spesso sì. Un olio multifunzione per viso, corpo e capelli riduce il numero di articoli in dotazione, lo spazio occupato in magazzino e le referenze da riassortire, mantenendo però un livello percepito superiore a quello di una detergenza essenziale.
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